Link 900 - CONFINI

  • Link900 é una serie di 10 brevi documentari che raccontano la storia dell'Alto Adige Südtirol del 20° secolo. E' una produzione ZeLIG realizzata in collaborazione con l'Ufficio Cultura della ripartizione in lingua italiana della provincia Autonoma di Bolzano, con la sede RAI di Bolzano e e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.

    Regia: Vincenzo Mancuso
    Consulenza storica: Andrea Bonoldi
    Consulenza storica: Carlo Romeo
    Consulenza storica: Christoph von Hartungen
    Consulenza storica: Alessandra Zendron
    Fotografia: Martin Prast
    Montaggio: Martina Nogarotto
    Musica: Francesco Tabarelli
    Direzione della produzione: Lorenzo Paccagnella

  • durata: 22'
  • anno di produzione: 2008
  • titolo originale: Link900 - CONFINI
  • genre: Culture, Education, History, Politics, Society

Un doganiere e un poliziotto presidiano l'ultimo confine dell'Alto Adige quello con la Svizzera. Nell'era premoderna i confini erano determinati da criteri pratici ed economici piuttosto che ideologici. Nelle regioni alpine le cronache registrano interminabili e spesso violente contese tra comunità confinanti per il possesso dei pascoli più fertili. Nel corso dell'Ottocento, con la nascita dello Stato-nazione, si rafforzò il carattere esclusorio e delimitante dei confini. Il confine italo-austriaco che scaturì dalla pace di Saint-Germain si conformò, con qualche eccezione, al concetto geopolitico della linea del displuvio. Esso fu un confine particolarmente munito e simbolicamente «marcato». Il documentario individua i vari modi di «passare il confine» che si sono succeduti fino ad oggi: da quello legale degli emigranti in cerca di lavoro e dei turisti in cerca di svago, a quello clandestino dei contrabbandieri o dei profughi in cerca di una patria. L'attenuazione dei confini conseguente al processo di integrazione europea è stato accolto da molti con sollievo e con speranza; sotto una diversa prospettiva, ha decretato il rapido, inesorabile declino delle località di confine, che fino ad allora si erano sviluppate in veri centri commerciali transfrontalieri.

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