Considerazioni generali e note metodologiche
1 Paese di origine
2 Puoi indicare il più elevato titolo di studio da te raggiunto?
3 In quale anno hai cominciato la tua attività professionale nel campo del documentario?
4 Come/dove svolgi la tua attività?
5 Di quale genere di documentario ti occupi principalmente?
6 I documentari a cui lavori vengono eseguiti prevalentemente su commissione o su iniziativa personale?
7 Chi sono i committenti più importanti?
8 Di quali ruoli ti occupi, legati alla realizzazione di un documentario?
9 Hai avuto altre esperienze di lavoro in precedenza, in settori diversi dal documentario?
10 Se sì, in quale settore?
11 Nella tua professione ti occupi solo di documentari?
12 Se no, ti occupi anche di altro per necessità economiche, cioè perché non riesci a vivere occupandoti solo di documentari?
13 In quale altro settore lavori?
14 Quale formazione specifica hai avuto per la tua professione attuale?
15 È stata una formazione orientata in modo particolare al genere documentario?
16 Sommando la durata totale di ogni corso o momento formativo a cui hai partecipato, quanto tempo è durata complessivamente la tua formazione?
17 Sei contento della formazione complessiva ottenuta?
18 Quali critiche muoveresti ai corsi che hai frequentato?
19 Rifaresti lo stesso percorso formativo?
20 Ritieni sufficiente la tua formazione per lavorare nel genere documentario?
21 Se no, quale aspetto della tua formazione ritieni più lacunoso?
22 Saresti disposto a frequentare corsi di formazione professionale a pagamento?
23 Se sì, al massimo di quale durata?
24 Quanto saresti disposto a pagare questa formazione?
25 Quali sono gli eventuali problemi o difficoltà per la tua formazione?
26 Pensi che i filmmaker abbiano bisogno di formazione?
27 Se sì, in quale campo particolarmente?
28 Cosa suggeriresti per migliorare l’offerta formativa nel campo del documentario per chi vuole cominciare questo lavoro?
29 Cosa suggeriresti per migliorare l’offerta formativa nel campo del documentario per chi già lavora in questo settore?
30 Esiste secondo te la figura professionale del documentarista?
31 Se sì, come la definiresti?
32 Secondo te è opportuna una formazione dedicata al mondo del documentario o è sufficiente la formazione classica generale nell’audiovisivo?
Chi sono i committenti principali di chi lavora su commissione? E a chi propone i propri progetti chi lavora su iniziativa personale?
Come si distribuiscono i diversi ruoli? Quanti svolgono più ruoli?
Esistono caratteristiche tipiche associate alla frequenza ai diversi tipi di formazione (corsi universitari, scuole di cinema, tirocinio, ecc.)?
Esiste correlazione tra lunghezza del percorso formativo e soddisfazione sulla formazione raggiunta?
La ricerca è stata svolta tramite questionari autosomministrati distribuiti attraverso il sistema postale durante i mesi di aprile, maggio e giugno 2000. Le associazioni interessate (doc\it associazione dei documentaristi italiani, agdok associazione dei documentaristi dell'area linguistica tedesca e EDN associazione europea) hanno curato la distribuzione dei questionari ai propri iscritti, la loro raccolta e la loro restituzione a Zelig, Scuola di televisione e cinema di Bolzano, che ha gestito il coordinamento tecnico e logistico del lavoro. Gli aspetti scientifici e metodologici, così come l'analisi dei dati e la redazione dei risultati sono stati seguiti da Luciano Paccagnella, ricercatore presso il Dipartimento di Sociologia dell'università di Milano.
Sono stati inoltrati in tutto circa 1200 questionari e ne sono stati raccolti, correttamente compilati, 221. Il tasso di risposta è quindi di circa il 18%. Apparentemente basso, è in realtà più alto del tasso di risposta usuale per i questionari inviati per posta, che si assesta di solito intorno al 10-13%. E' ovvio comunque che a rispondere sono sempre le persone più motivate, nel nostro caso quelle più attente ai problemi della formazione del documentarista e probabilmente anche quelle maggiormente disposte a ottenere una maggiore e migliore formazione. Di questa considerazione si deve tenere conto nell'interpretazione dei risultati.
Un'altra fonte di potenziale distorsione dei risultati è data dal metodo di selezione del campione: sono stati raggiunti solo i professionisti iscritti a una delle tre associazioni che hanno cooperato al progetto. Non sono stati raggiunti gli iscritti ad altre associazioni e tutti coloro che non sono iscritti a nessuna associazione. E' lecito quindi stimare una sovrarappresentazione di ruoli professionali come quello del produttore a scapito di ruoli più tecnici come quello del fonico, così come una sovrarappresentazione di professionisti titolari di strutture di produzione proprie, a scapito di piccoli professionisti free-lance.
Tenuto conto di questi fattori e dei limiti intrinseci di uno strumento di indagine come il questionario, i risultati raggiunti possono comunque essere di grande utilità per il monitoraggio della formazione corrente nel campo del documentario e per il miglioramento della sua offerta in futuro.