Venerdì 12 ottobre 2007 - ore 18.00 - Centro Trevi - Bolzano
A conclusione degli incontri della terza edizione di Media.time verrà presentata l'opera interattiva creata dagli studenti ZeLIG nel corso del seminario “Narrative Landscape / Paesaggio narrativo” con l'artista Ennio Bertrand.
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Sono ormai diversi anni che ZeLIG ha inserito il termine „Nuovi Media“ come parte integrante del proprio nome; l’ha fatto quando questo termine indicava ancora qualcosa di futuro nel mondo della comunicazione e delle nuove tecnologie; l’ha fatto pensando che anche il film documentario poteva trovare nuove forme di espressione grazie a queste nuove tecnologie. Oggi le nuove tecnologie sono arrivate portando sicuramente grandi innovazioni nel mondo della comunicazione ma questi „Nuovi Media“ non hanno ancora trovato dei contenuti specifici, contenuti con un proprio linguaggio ed una propria forza estetica. Ben vengano quindi tutte quelle sperimentazioni, anche in forma artistica, che cercano nuove modi di espressione proprio in quell’universo digitale nel quale questi „Nuovi Media“ ci hanno lanciato.
Quale occasione migliore per la ZeLIG, di quella offerta dal CAB, attraverso il progetto Media.Time, di portare nella scuola, l‘esperienza di un artista che ha trovato nel digitale e nei „Nuovi Media“ il proprio modo di raccontare e di vedere la realtà? L’occasione di un contatto tra il film documentario, con un inizio e una fine come lo conosciamo tutti e un modo di raccontare frammentato, non lineare, interattivo, come quello di Ennio Bertrand. Il suo seminario „Narrative Landscape“ è uno dei primi che i nuovi allievi della ZeLIG, appena all’inizio della propria formazione, si trovano a frequentare. È un invito per vedere le cose da un punto di vista diverso e per trovare un proprio e personale modo di raccontarle.
Il lavoro del workshop si focalizza sul tema della frammentazione delle informazioni (immagini suoni notizie), che già dagli ultimi decenni del secolo scorso, ha pervaso tutte le manifestazioni della nostra vita oltre che dell’arte. Il tempo non è più percepito nel suo lento fluire, ma come una serie di elementi destrutturati e accostati che accendono la nostra curiosità come un lampo fotografico e vengono consumati e bruciati immediatamente.
A partire da un tema scelto, gli studenti svilupperanno un’opera di narrazione non lineare per ricomporre un senso nuovo che utilizza la casualità del divenire, la ricontestualizzazione delle informazioni - o rimediazione - un nuovo linguaggio espressivo. Per la realizzazione del paesaggio sarà utilizzato un software proprietario dedicato che permette la costruzione di architetture virtuali partendo da elementi semplici come piani di varie dimensioni e collocazioni. La fruizione del paesaggio interattivo sarà assolutamente libera e permetterà una narrazione continua e casuale a seconda dei movimenti del visitatore dentro la rappresentazione virtuale.
Ennio Bertrand vive a Milano e lavora impiegando immagini e tecnologie digitali per le sue realizzazioni. Le sue opere ripropongono microscopici avvenimenti dilatati dalla loro ricostruzione e estrazione come in un laboratorio quando un solo micro-organismo, nell’oculare del microscopio, rappresenta tutta la vita possibile in quel momento sul vetrino di osservazione. Bertrand compone un micro-evento temporale all’interno di un fluire a volte indistinto di una quantità di informazioni e immagini che saturano le soglie della percezione. Solo con occhi nuovi per i nostri accadimenti quotidiani e con tempi elementari, come ridotti alla loro più piccola unità, è possibile rinfrescare i sensi, sanarli dalla sovrabbondanza che annulla per riscoprirsi attori di sè stessi. Così i Cieli, preziosi velluti trapuntati di minuscoli leds che si illuminano con ritmi minimali. Le sequenze di fotogrammi televisivi ricostruite in micro racconti di due, quattro, otto sequenze, che esplodono nello spazio con la forza di un tempo infinito nonostante provengano da pochi secondi di esistenza svanita da tempo dallo schermo. Le installazioni sonore interattive in cui ogni nostro movimento genera un suono percepibile solo quando ci muoviamo, dando prova di essere ancora presenti. O ancora la nostra immagine catturata e conservata nella memoria di un computer e proiettata per poco su un muro. È membro dell‘Associazione Ars Tecnica fondata a Parigi nel 1988 e cofondatore del Comitato Arslab, arte scienza e nuovi media, dal 1996 a Torino.
